
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Parliamone</title>
	<atom:link href="http://blog.reteluna.it/comunicazionelecce/2008/11/parliamone/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://blog.reteluna.it/comunicazionelecce/2008/11/parliamone/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 Nov 2011 13:14:53 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2</generator>
	<item>
		<title>Di: reha</title>
		<link>http://blog.reteluna.it/comunicazionelecce/2008/11/parliamone/comment-page-1/#comment-5320</link>
		<dc:creator>reha</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 17:51:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.reteluna.it/comunicazionelecce/?p=1458#comment-5320</guid>
		<description>Sono io che ho scritto l&#039;articolo. La mia era ovviamente una provocazione, un discorso vago per sollecitare qualche intervento, ma ne vedo solo due... Vabbè ragazze ci abbiamo provato. Comunque lo sapete che ho risentito questo discorso anche sabato a Scalo76? Ma ci rimango molto male ogni volta, sapete? Anche perché in quest&#039;ultimo caso, è una trasmissione rivolta proprio al pubblico giovane. E la proposta era quella di fare Infermieristica, che serve di più. Ognuno può avere le proprie passioni no? Chissà quanti studenti di Scienze della Comunicazione in tutta Italia si saranno almeno un poco risentiti. Anche io sono molto d&#039;accordo sul fatto di lavorare subito e di fare tanta tanta gavetta, di accontentarsi un po&#039; di tutto. Mi dispiace che la mia idea della sezione su cui aprire un dibattito permanente non sia stata colta da nessuno però... In effetti sarebbe una buona cosa. Soprattutto se creiamo un&#039;area dove inserire le offerte di lavoro rivolte al nostro settore, in modo da aveere un raffronto concreto con la realtà. Mi aspettavo che rispondesse anche qualche prof però, visto che, delle volte, i nostri insegnamenti vengono ritenuti &quot;inutili&quot;. Vabbé... sarà per un&#039;altra volta...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono io che ho scritto l&#8217;articolo. La mia era ovviamente una provocazione, un discorso vago per sollecitare qualche intervento, ma ne vedo solo due&#8230; Vabbè ragazze ci abbiamo provato. Comunque lo sapete che ho risentito questo discorso anche sabato a Scalo76? Ma ci rimango molto male ogni volta, sapete? Anche perché in quest&#8217;ultimo caso, è una trasmissione rivolta proprio al pubblico giovane. E la proposta era quella di fare Infermieristica, che serve di più. Ognuno può avere le proprie passioni no? Chissà quanti studenti di Scienze della Comunicazione in tutta Italia si saranno almeno un poco risentiti. Anche io sono molto d&#8217;accordo sul fatto di lavorare subito e di fare tanta tanta gavetta, di accontentarsi un po&#8217; di tutto. Mi dispiace che la mia idea della sezione su cui aprire un dibattito permanente non sia stata colta da nessuno però&#8230; In effetti sarebbe una buona cosa. Soprattutto se creiamo un&#8217;area dove inserire le offerte di lavoro rivolte al nostro settore, in modo da aveere un raffronto concreto con la realtà. Mi aspettavo che rispondesse anche qualche prof però, visto che, delle volte, i nostri insegnamenti vengono ritenuti &#8220;inutili&#8221;. Vabbé&#8230; sarà per un&#8217;altra volta&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Scarpetta</title>
		<link>http://blog.reteluna.it/comunicazionelecce/2008/11/parliamone/comment-page-1/#comment-5317</link>
		<dc:creator>Scarpetta</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 17:08:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.reteluna.it/comunicazionelecce/?p=1458#comment-5317</guid>
		<description>Davvero interessante come spunto di riflessione. Purtroppo è così, diciamocelo senza mezzi termini: il nostro corso di laurea è tra quelli che vengono considerati &quot;facili&quot;, nel migliore dei casi...per non dire &quot;inutili&quot;. E la lista dei sostenitori di questa tesi non comincia con Sassoli nè termina con il più noto per questo verso Vespa: ci sono migliaia di persone nei nostri paesi, nelle nostre realtà produttive, nella stessa Università che ci guardano con l&#039;aria superiore di chi pensa che siamo degli stupidi svogliati e sognatori. Eppure noi (e qualche raro sostenitore) sappiamo o dovremmo sapere che non è così. Non che la nostra laurea sia come moneta d&#039;oro, ma perchè è solo un punto di partenza (per chi ovviamente, come dice Elena, sia disposto a mettersi alla prova con volontà e curiosità) per affrontare passaggi ulteriori. Secondo me il problema di fondo è proprio quello che dice Elena: la comunicazione è un campo troppo ampio, è una categoria che necessita di ulteriori specificazioni, che ognuno di noi deve avere la voglia di costruire attraverso le esperienze personali di ogni genere. E molte persone, anche culturalmente apprezzabili, non riescono a cogliere questo carattere del nostro tipo di studi: non riuscendo a far rientrare nel rigido schema della preparazione universitaria tutto ciò che si acquisisce con l&#039;esperienza, automaticamente etichettano la preparazione universitaria stessa come scadente. Eppure molte persone sono arrivate in posti apprezzabili semplicemente sommando esperienze...è solo un&#039;opinione ovviamente. Sarebbe bello continuare a parlarne, servirebbe da &quot;terapia di gruppo&quot; per cercare questa identità che tutti vogliono rubarci e di cui noi stessi, schiacciati dalla bassezza intellettuale di troppi boriosi &quot;professionisti&quot;, molto spesso evidentemente dubitiamo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero interessante come spunto di riflessione. Purtroppo è così, diciamocelo senza mezzi termini: il nostro corso di laurea è tra quelli che vengono considerati &#8220;facili&#8221;, nel migliore dei casi&#8230;per non dire &#8220;inutili&#8221;. E la lista dei sostenitori di questa tesi non comincia con Sassoli nè termina con il più noto per questo verso Vespa: ci sono migliaia di persone nei nostri paesi, nelle nostre realtà produttive, nella stessa Università che ci guardano con l&#8217;aria superiore di chi pensa che siamo degli stupidi svogliati e sognatori. Eppure noi (e qualche raro sostenitore) sappiamo o dovremmo sapere che non è così. Non che la nostra laurea sia come moneta d&#8217;oro, ma perchè è solo un punto di partenza (per chi ovviamente, come dice Elena, sia disposto a mettersi alla prova con volontà e curiosità) per affrontare passaggi ulteriori. Secondo me il problema di fondo è proprio quello che dice Elena: la comunicazione è un campo troppo ampio, è una categoria che necessita di ulteriori specificazioni, che ognuno di noi deve avere la voglia di costruire attraverso le esperienze personali di ogni genere. E molte persone, anche culturalmente apprezzabili, non riescono a cogliere questo carattere del nostro tipo di studi: non riuscendo a far rientrare nel rigido schema della preparazione universitaria tutto ciò che si acquisisce con l&#8217;esperienza, automaticamente etichettano la preparazione universitaria stessa come scadente. Eppure molte persone sono arrivate in posti apprezzabili semplicemente sommando esperienze&#8230;è solo un&#8217;opinione ovviamente. Sarebbe bello continuare a parlarne, servirebbe da &#8220;terapia di gruppo&#8221; per cercare questa identità che tutti vogliono rubarci e di cui noi stessi, schiacciati dalla bassezza intellettuale di troppi boriosi &#8220;professionisti&#8221;, molto spesso evidentemente dubitiamo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Elena</title>
		<link>http://blog.reteluna.it/comunicazionelecce/2008/11/parliamone/comment-page-1/#comment-5315</link>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 14:52:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.reteluna.it/comunicazionelecce/?p=1458#comment-5315</guid>
		<description>Ok,parliamone...Ma una domanda mi sorge spontanea?Cosa pretendiamo da questa Italia?Davvero pensiamo che basti un pezzo di carta per diventare giornalisti?&quot;Scienze della comunicazione&quot; vuol dire solo ambire a scrivere per un giornale?Sono una ragazza iscritta al terzo anno,parzialmente frequentante,mio malgrado,che ha scelto  questa facoltà dopo ben 2 anni sabatici post-maturità!Ho scelto questo corso di studi perchè mi piace la comunicazione a 360°...anzi no,perchè oggi giorno la comunicazione si trova in un cerchio che non si chiude,infinito,che viene alimentato costantemente.E&#039;più che altro una retta,una lista infinita...Penso che davvero questo corso possa diventare inutile ai fini lavorativi se banalizzato e concepito male dagli stessi studenti!Io stessa,finiti gli studi,mi sentirei inadeguata ad affrontare un lavoro con la sola preparazione universitaria,anche se superata con ottimi voti.Per questo credo che questo corso sia adeguato a personecreative,curiose,con il coraggio di puntare su stessi,creare un business e non  sperare solo al lavoro statale,il famoso &quot;posto fisso&quot;,uno Stato non può essere un &quot;pozzo senza fondo&quot;,inesauribile e infallibile.Credo che uno studente di comunicazione debba avere mille interessi,fare corsi tra un esame e l&#039;altro(grafica,fotografia...avete presente quel fattore potente e onnipresente chiamato PUBBLICITA&#039;?)e lavorare! Sì,ragazzi...lavorare,entrare subito nelle dinamiche del mondo del lavoro e capire quello che ci attrae.Non avete idea di quante coe si imparano dalle persone,dalle situazioni,dall&#039;osservare il mondo!Io dico NO alla standardizazzione e alla banalizazzione per puntare alla Personalizazzione del percorso universitario individuale...vince chi è più completo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ok,parliamone&#8230;Ma una domanda mi sorge spontanea?Cosa pretendiamo da questa Italia?Davvero pensiamo che basti un pezzo di carta per diventare giornalisti?&#8221;Scienze della comunicazione&#8221; vuol dire solo ambire a scrivere per un giornale?Sono una ragazza iscritta al terzo anno,parzialmente frequentante,mio malgrado,che ha scelto  questa facoltà dopo ben 2 anni sabatici post-maturità!Ho scelto questo corso di studi perchè mi piace la comunicazione a 360°&#8230;anzi no,perchè oggi giorno la comunicazione si trova in un cerchio che non si chiude,infinito,che viene alimentato costantemente.E&#8217;più che altro una retta,una lista infinita&#8230;Penso che davvero questo corso possa diventare inutile ai fini lavorativi se banalizzato e concepito male dagli stessi studenti!Io stessa,finiti gli studi,mi sentirei inadeguata ad affrontare un lavoro con la sola preparazione universitaria,anche se superata con ottimi voti.Per questo credo che questo corso sia adeguato a personecreative,curiose,con il coraggio di puntare su stessi,creare un business e non  sperare solo al lavoro statale,il famoso &#8220;posto fisso&#8221;,uno Stato non può essere un &#8220;pozzo senza fondo&#8221;,inesauribile e infallibile.Credo che uno studente di comunicazione debba avere mille interessi,fare corsi tra un esame e l&#8217;altro(grafica,fotografia&#8230;avete presente quel fattore potente e onnipresente chiamato PUBBLICITA&#8217;?)e lavorare! Sì,ragazzi&#8230;lavorare,entrare subito nelle dinamiche del mondo del lavoro e capire quello che ci attrae.Non avete idea di quante coe si imparano dalle persone,dalle situazioni,dall&#8217;osservare il mondo!Io dico NO alla standardizazzione e alla banalizazzione per puntare alla Personalizazzione del percorso universitario individuale&#8230;vince chi è più completo!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
